Omaggio al nonBLOG dadaista Gilda35
Il mio personale, forse un po' inquietante omaggio a Giovanni Scrofani e al nonBLOG dadaista @Gilda35 ha valore di monito, se non di memento mori: c'è sempre un killer digitale in agguato, anche dietro la vetrina più apparentemente invitante e rassicurante.
Seppur lugubre nell'aspetto, più per via della funerea cornice nera che non del gelido sguardo di @Jovanz74, questo umile cadavere squisito digitale, prodotto dai due gemelli non comunicanti che albergano in me, è d'altronde un omaggio all'estetica cinematografica degli anni '20, al cui esprit il progetto Gilda35 si ispira.
Quanto alla realizzazione, solo poche parole: quando il caso (caos) e l'intenzione dell'autore si sposano alla perfezione, dando vita a un destino d'unione e a una generazione di senso che vanno ben oltre ogni più esplicita o remota intenzione dell'artista-creatore, ecco là che dada si realizza.
O, meglio, si surrealizza: questo, il significato più profondo della illogica del cadavre exquis.
E quando l'artista de-surrealizza un tale esito inatteso e sorprendente, veicolandolo cioè dall'incoscio al livello della piena consapevolezza, non può far altro che cavalcarne il moto centrifugo e la furia, così come Dalì avrebbe cavalcato (il moto de) la sua tigre vomitata da una tigre vomitata da una carpa generata da un melograno.
"Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio" (Salvador Dalì)
Può peraltro essere interessante, in questa sede, ricordare en passant i notevoli influssi che le avanguardie pittoriche della Francia di fine '800 - primi '900 hanno subìto da parte di maestri giapponesi come Hiroshige o Hokusai, giunti in terra d'oltralpe per il tramite di Vincent Van Gogh, loro appassionato estimatore.
Ad ogni modo, credo sinceramente che questo meme rappresenti il vero Acmé della mia pur breve e per nulla intensa carriera di photoshopper dadaista.


