OverBlog e Facebook: una relazione (im)possibile
Il recente lancio americano della nuova piattaforma OverBlog, avvenuto al BlogWorld Expo di New York nella prima settimana di giugno 2012, ha suscitato un notevole interesse presso i media specializzati di tutto il mondo (TechCrunch US e Japan, tanto per citarne un paio...), anche a seguito dei feedback estremamente positivi che il prodotto ha ricevuto da parte di blogger del calibro di Robert Scoble e Jason Falls. L'uno e l'altro, infatti, hanno aperto il loro blog sulla nuova piattaforma della società europea del gruppo Ebuzzing.
Ovviamente, la presenza di due personalità di spicco come Falls e Scoble non può che rendere un alto servizio a OverBlog, tanto in termini di credibilità che di visibilità internazionale.
Tuttavia, è importante segnalare che ambedue hanno scelto di limitare l'uso della piattaforma alla sincronizzazione del cosiddetto Social Hub. In altre parole, entrambi hanno scelto di sfruttare al massimo le potenzialità di OverBlog in termini di lifestreaming, senza però entrare minimamente nel merito delle potenzialità di publishing e content curation che esso offre. Il che è più che naturale, dal momento che i loro snodi informativi primari sono e restano, rispettivamente, Google+ per Scoble e Socialmediaexplorer.com per Falls.
Tali potenzialità inesplorate, a mio parere, rappresentano il vero cuore tecnologico di OverBlog, e in tal senso sono state colte appieno da Giovanni Scrofani (@Jovanz74), il quale le ha mirabilmente espresse nell'esilarante, seppur serissimo, nonPOST sul passaggio di Gilda35 da WordPress a OverBlog.

Gilda35 trasloca su OverBlog -
ONtroEsimi Ricercatori, com'è noto allo zoccolo duro dei coccolosi Sabotatori Dadaisti, è da tempo che è in corso il "Progetto una casa per Gilda"... In poche parole la necessità di giungere ad...
Indubbiamente, quella dello hub sociale è una delle funzionalità più intriganti del nuovo OverBlog: essa è stata ideata per rispondere in modo concreto ed efficace a quel fenomeno di frammentazione dell'identità digitale che, con l'esplosione dei social network, è diventato un carattere strutturale e distintivo del "Web 2.0", comportando una radicale e conseguente modificazione del grafo sociale della blogosfera.
Per capirci: fino a ieri, se io lettore ero interessato a seguire ciò che Robert Scoble pubblicava in Rete, ero costretto a seguirlo su Facebook, Twitter, Google+, Blog e chi più ne ha più ne metta. La maggior parte di questi luoghi virtuali sono in effetti degli ecosistemi chiusi, non indicizzati dai motori e non accessibili in lettura se non attraverso un account personale (con tutto ciò che una registrazione comporta in termini di cessione dei dati personali, ecc.).
L'intento di OverBlog, con lo sviluppo del social hub, era proprio quello di cambiare questo stato di cose, consentendo agli utenti di aggregare tutti i contenuti afferenti a una determinata identità digitale in un unico luogo sul Web. Questo luogo è, evidentemente, il proprio blog, il proprio sito web.
Facendo un paragone con il mondo dell'hosting offline: laddove Facebook, Twitter & co. sono delle sorta di motel digitali (delle stanze in affito, per intenderci), il proprio blog rappresenta invece la propria casa digitale: unica e diversa da tutte le altre.
In tal modo, se desidero seguire una specifica "digital persona" online, non sarò obbligato a farlo "pedinandola" in ogni dove per la Rete: mi basterà recarmi sul suo blog. Blog il cui dominio, tale persona, avrà tutto l'interesse a divulgare come snodo centrale (e, viceversa), centro di aggregazione, di tutte le sue attività in Rete.
Tutto ciò premesso, è evidente che il social hub è e resta una funzionalità fra le altre. Publishing, content curation e content aggregation sono in tal senso una sorta di entità una e trina: una trinità funzionale che si esprime al meglio soprattutto se pensata e trattata in modo unitario.
Tornando ora un passo indietro, al punto da cui questo post ha preso le mosse, ci tengo a precisare alcune cose.
Conoscendo bene l'esterofilia che caratterizza il nostro Paese, dove le notizie legate al mondo digitale non vengono create bensì importate, ottenendo risonanza solo perché lanciate altrove e qui adeguatamente riprese, non mi ha minimamente sopreso il fatto che innumerevoli blog, allettati dai lanci di TechCrunch e dall'uscita nella sezione "Scopri" di Twitter e in Google News, abbiano ripreso la notizia. Mi aspettavo un tale esito e, lo ammetto, la cosa mi ha fatto estremamente piacere.
Ciò che francamente non mi aspettavo, è che si potesse arrivare a cavalcare la notizia utilizzando titoli di questo tipo, che mi limito a definire "un po' azzardati":
Facebook verso il declino? Debutta OverBlog | Mentelocale.it
Contenuti personali regalati a Mr Zuckerberg da milioni di utenti. La risposta è un nuovo modo di vivere il blog. La rivincita di OverBlog,Internet,Società & Tendenze,mentelocale.it: quotidiano ...
http://www.mentelocale.it/37018-facebook-verso-il-declino-debutta-overblog/
ll post in questione prende le mosse da una considerazione effettivamente fondata, che io stesso ho ripetutamente sottolineato in diverse sedi: quella relativa al tema della proprietà intellettuale dei contenuti, che gli utenti del social network di turno (Facebook o chi per lui) "cedono" di volta in volta a quest'ultimo all'atto stesso della pubblicazione all'interno di tale ecosistema chiuso (tale cessione viene sottoscritta dall'utente in sede di iscrizione, con l'accettazione delle Condizioni Generali d'Uso).
Tale proprietà intellettuale, ridotta nei social a un mero "diritto d'uso" (come ho cercato di illustrare anche in questo post relativo ai servizi di archiviazione in cloud), è oggetto di riappropriazione da parti degli utenti nel momento in cui i medesimi contenuti vengono da essi riportati all'interno del proprio blog (anche qui, OverBlog o chi per lui). Da notare che, su OverBlog come su molte altre piattaforme di blogging, tutti i contenuti restano sempre di proprietà esclusiva degli utenti / autori.
C'è da dire, però, che il Social Hub di OverBlog mantiene sempre attivo e visibile il link ai contenuti importati dai social network di volta in volta sincronizzati. E del resto, se tale funzionalità esiste su OverBlog, è proprio grazie al fatto che Facebook, Twitter ecc. hanno reso pubbliche le loro API (a differenza di Google+, per il momento) permettendo espressamente agli utenti di "usufruire", nuovamente e in altre sedi, dei propri contenuti.
Il tema è estremamente delicato. Avevo già cercato di affrontarlo qui, anche se di certo merita ulteriori approfondimenti:

L'editoria digitale e le logiche devianti del traffico Web -
Qualche tempo fa ho pubblicato su queste pagine un post vagamente polemico e decisamente goliardico, almeno nelle intenzioni, dal titolo Twitstar, autoscatti e pseudogiornalismo.Credo che un ...
http://digitoergosum.com/l-editoria-digitale-e-le-logiche-devianti-del-traffico-web
In conclusione, mi preme ribadire - esprimendo un parere rigorosamente personale - che trovo il titolo dell'articolo in questione eccessivo e quantomeno fuorviante, giacché mette in diretta relazione una piattaforma di social blogging e un social network in senso stretto. Si tratta, viceversa, di ecosistemi geneticamente e profondamente distinti, come peraltro si diceva qualche giorno fa con il mio amico (e mentore) @Claudio_Zamboni.
D'altronde, un titolo così non può che attirare l'attenzione del lettore, il che - si sa - è uno dei principi fondanti dell'odierna industria dell'editoria digitale...
A voi, dunque, la libertà di giudicarlo alla luce di quanto sopra.
OverBlog: la piattaforma di blogging definitiva per influencer (e non solo)
