Twitstar, autoscatti e pseudogiornalismo
Bene, noto con piacere che anche quest'oggi, come ogni giorno, Repubblica.it ha pubblicato l'ennesima galleria fotografica dedicata al discinto "autoscatto" della twitstar di turno...
E' confortante e, in qualche modo perverso, rassicurante sapere che nella vita si può sempre contare su due o tre certezze incrollabili.
Autoscatto!?
Tutti gli esperti di twitstar sanno più che bene che ogni autoscatto che si rispetti (sin dai tempi di MySpace) deve esibire 3 caratteristiche precipue e irrinunciabili:
inquadratura rigorosamente dall'alto verso il basso (e fin qui ci siamo);
duckface (non pervenuta);
braccio che sorregge la fotocamera ben visibile nel fotogramma (come sopra).
Ora, senza entrare nei meandri della linguistica per analizzare la deriva semantica cui il termine "autoscatto" è stato soggetto nell'era cosiddetta 2.0 del Web, i casi sono 3:
o questa a-me-non-meglio-nota Miranda Kerr è dotata di un terzo braccio invisibile;
o gli pseudo-giornalisti di D.repubblica.it sono colpevoli di falso ideologico;
o i medesimi non sono più in grado di comprendere il significato dei termini che essi stessi adottano (nella fattispecie "autoscatto").
Delle tre ipotesi elencate, tuttavia, nessuna mi convince quanto la quarta, finora omessa. Ovvero, farsi autoscatti e darli in pasto ai propri follower su Twitter "tira" talmente tanto che:
neppure le peggio starlettes possono più esimersene (assoldando, come si conviene, amici e/o fotografi all'uopo), per rivitalizzare le query del proprio nome in caduta libera su Google;
neppure una testata del calibro di Repubblica.it, quando si tratta di visitatori unici, click-through-rate e time-on-site può rinunciare a riportare simili pseudo-notizie, oltretutto con la scusa di offrire la sua quotidiana razione di pseudo-informazione.
Insomma, qui non si sta parlando di Dagospia, ma del quotidiano di informazione più letto in Italia, inesorabilmente trasformatosi, da qualche anno a questa parte, nella più grande e frequentata galleria soft-porno safe-for-work.
E poco cambia se, solo incidentalmente, l'articolo in questione si trova su "D" visto che:
A) quest'ultimo si trova comunque su dominio di terzo livello di Repubblica.it;
B) le foto galleries erotiche esibenti tripudi di topless non mancano mai sul dominio principale (che non di rado le pubblica anzi con la scusa di dare visibilità all'ennesima protesta di un gruppo di bonazze scandinave che non sono più disposte a tollerare lo scempio perpetrato da George W. Bush sulle corna delle renne di Babbo Natale).
D'altronde, tutto fa brodo (e traffico) sul web. Soprattutto le tette che, non a caso, ho scelto di riportare io stesso in copertina di questo pseudo-post.
Non che voglia salvarmi con l'autoironia o, peggio, con una excusatio non petita, per carità...
D'altronde, ammettiamolo: è dura trovare ogni giorno notizie con cui foraggiare i propri lettori. Quasi quanto lo è trovare ogni giorno nuovi "lettori-consumatori" con cui foraggiare i propri inserzionisti, senza perdere quelli acquisiti in precedenza.
Quindi, sia benvenuta la tetta-pseudo-autoscattata della twistarlet di turno.
Eppure, sconsolato mi chiedo: dove siamo andati a finire?
Una cosa è certa: l'inquinamento digitale è un problema serio che presto o tardi dovremo prendere di petto.
Più o meno come hanno cercato di fare le nostre amate Miss Kerr, Miss Johannson, Miss Rihanna (e chi più ne ha, più ne metta) qui effigiate.
POSCRITTO.
E va bene, lo ammetto, giusto per non essere accusato di pensiero pregiudiziale: nonostante la fenomenologia dell'autoscatto su Twitter preveda che esso sia fatto secondo gli elencati criteri (possibilmente, allo specchio, in bagno, usando la fotocamera posteriore del BB - vedi sopra) c'è anche un'altra ipotesi.
Ovvero che la succitata e succinta Miranda Kerr abbia adottato quel dimenticato (da me in primis, lo ammetto) ammennicolo tecnologico altresì detto "treppiede" o "cavalletto".
Ma una tale ipotesi è talmente poco poetica, e l'oggetto in questione talmente sofistifcato e démodé, che una simile ipotesi non intendo prenderla neanche lontanamente in considerazione!
Per una più completa fenomenologia dell'autoscatto da twitstar in declino, si veda questo prezioso contributo di @Jovanz74 su Gilda35.com.

